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Negli ultimi giorni, dopo l’ennesima emergenza che ha colpito il Sud, torna puntuale una contrapposizione fuorviante: “prima le frane, i fiumi, le città, poi il Ponte”.
È il classico benaltrismo che mette in competizione ciò che invece deve stare dentro un unico disegno strategico.
CONFIAL assume una posizione netta: la prevenzione viene prima, ma proprio per questo serve anche una scelta infrastrutturale di lungo periodo. Sicurezza del territorio e sviluppo non sono alternative. Sono parti dello stesso governo del territorio.
Prevenzione al centro: la sicurezza del territorio non è un’opinione
Non esiste crescita economica senza un territorio sicuro.
La Calabria e l’Area dello Stretto hanno bisogno di manutenzione programmata, non di interventi spot dopo i disastri.
Le priorità operative sono chiare:
- Fiumi e torrenti: controllo costante degli alvei, pulizia mirata, ripristino dei punti critici e manutenzione ordinaria stabile.
- Aree a rischio frana: messa in sicurezza dei versanti e gestione preventiva delle acque superficiali.
- Città più “tenute”: manutenzione di tombini, caditoie, canali e reti di raccolta, perché i collassi urbani partono spesso da piccole incurie.
- Forestazione e cura del bosco: la difesa del suolo non è solo cemento, ma gestione, prevenzione e radici che tengono insieme il territorio.
Spendere miliardi dopo le emergenze è sempre più costoso, ingiusto e inefficace.
La prevenzione è l’unico investimento che riduce davvero il rischio.
Ponte sullo Stretto: non una bandiera, ma un “Sistema Stretto”
Il Ponte non va raccontato come un simbolo ideologico.
Va inserito dentro un Sistema Stretto, capace di costringere lo Stato a una presenza stabile e responsabile sull’area.
Un’infrastruttura di questa portata, se governata con serietà, porta con sé:
- attenzione istituzionale continua su sicurezza e controllo del territorio;
- connessioni reali: ferrovie, strade, logistica, servizi;
- un contesto credibile per investimenti, lavoro qualificato e turismo.
La scelta non è “Ponte o prevenzione”.
La scelta è Ponte + prevenzione, dentro un unico piano coerente.
La proposta CONFIAL: un Patto per la Prevenzione e per il Sistema Stretto
CONFIAL propone un Patto operativo, non uno slogan, fondato su:
- cantieri di manutenzione diffusa (fiumi, frane, città, forestazione);
- infrastrutture strategiche e connessioni moderne;
- cronoprogrammi chiari, responsabilità definite, controlli trasparenti e risultati misurabili.
Questo significa governo del territorio, non propaganda.
Niscemi: Prevenzione, pianificazione e responsabilità
Quanto accaduto in aree come Niscemi impone una domanda seria:
com’è stato possibile autorizzare o costruire in territori oggi riconosciuti come fragili?
La prevenzione è anche pianificazione e vigilanza.
Non solo interventi dopo.
Per questo CONFIAL respinge le scorciatoie demagogiche che propongono di “spostare risorse” senza visione.
È retorica sterile, che alimenta l’emergenza permanente.
Prevenire è governare.
Costruire è prevenire.

