Nel corso del Congresso del 1º Maggio, Francesco Califano ha offerto una riflessione diretta e concreta sul futuro della rappresentanza sindacale.

Francesco Califano al Congresso del Primo Maggio: unità tra i comparti per costruire un sindacato nuovo

Nel corso del Congresso del Primo Maggio, Francesco Califano ha offerto una riflessione diretta e concreta sul futuro della rappresentanza sindacale. Il suo intervento ha messo al centro un tema decisivo: la necessità di lavorare insieme, superando la frammentazione tra comparti, per costruire un modello sindacale realmente efficace.

Secondo Califano, il cambiamento non può nascere dalla difesa isolata dei singoli settori. Serve invece una visione comune, in cui ogni comparto sia in grado di sostenere l’altro. Solo attraverso questa logica di collaborazione trasversale è possibile creare le condizioni per una crescita reale e duratura dell’azione sindacale.

Durante il suo intervento, Califano ha inoltre sottolineato la qualità umana e professionale emersa dalla platea del Congresso. Ha parlato di competenze elevate, capacità sindacali solide e una presenza diffusa di persone preparate, in grado di interpretare il lavoro e i suoi cambiamenti con consapevolezza. Un patrimonio che, se messo a sistema, può rappresentare una vera alternativa ai modelli tradizionali.

Da qui nasce una domanda che attraversa tutto il suo contributo: perché non costruire oggi un sindacato nuovo, capace di rispondere ai bisogni reali dei lavoratori, in un contesto in cui i sindacati confederali vengono sempre più spesso percepiti come distanti e in difficoltà? Per Califano, le condizioni ci sono, ma serve coraggio, unità e capacità di assumersi responsabilità collettive.

L’intervento si inserisce in un dibattito più ampio sul rinnovamento della rappresentanza sindacale, richiamando l’esigenza di un’organizzazione fondata sulle persone, sulle competenze e su una visione condivisa. Un sindacato che non si limiti a gestire l’esistente, ma che sappia costruire prospettive nuove, credibili e inclusive.

Un messaggio che guarda avanti e che invita a credere nella possibilità di un sindacato moderno, capace di unire i comparti e di interpretare il lavoro che cambia.
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