Maurizio D’Aurelio al Congresso del Primo Maggio: “Confial ha una visione che oggi manca ai sindacati tradizionali”
Nel corso del Congresso del Primo Maggio, Maurizio D’Aurelio ha offerto una riflessione chiara sul ruolo della Confial nel panorama sindacale italiano. Il suo intervento ha messo al centro un elemento distintivo che, secondo lui, segna la differenza rispetto ai modelli confederali storici: una visione autonoma, libera e orientata al futuro.
D’Aurelio racconta come il segretario generale Benedetto Di Iacovo gli abbia trasmesso fin da subito l’idea che Confial possiede una direzione precisa. Una direzione che parte dalla capacità di capire il presente, individuare la strada da percorrere e soprattutto costruire una società migliore per le generazioni future. Questa visione, sostiene, si è persa nei grandi sindacati confederali, troppo ancorati a schemi del passato e a una struttura che non intercetta più i cambiamenti del mondo del lavoro.
Al tempo stesso, D’Aurelio evidenzia un altro aspetto fondamentale: la necessità di erogare servizi reali e qualificati. Le persone chiedono supporto concreto, assistenza, orientamento, strumenti operativi. Visione e servizi non sono elementi in contraddizione: sono le due gambe su cui deve camminare un sindacato moderno.
Da qui l’invito a guardare alle migliori esperienze esistenti, alle best practices già funzionanti, per costruire un sistema capace di rispondere alle esigenze reali di lavoratori, famiglie e comunità. Un sistema che deve essere organizzato, efficiente e competitivo.
Secondo D’Aurelio, Confial possiede tutte le carte in regola per affrontare questa sfida: la libertà di pensiero, la capacità di innovare, la vicinanza ai territori e una struttura in evoluzione continua.
L’intervento si chiude con un messaggio di fiducia: di fronte a una competizione crescente, Confial ha la visione e il coraggio necessari per giocare un ruolo centrale nel futuro del lavoro italiano.
