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Il recente accordo sul rinnovo del contratto dei metalmeccanici, presentato da alcune sigle come un risultato rilevante, viene analizzato con grande lucidità dalla Confial Nazionale e dalla Failms, federazione aderente a Confial. A intervenire sono il Segretario generale Benedetto Di Iacovo e il Segretario nazionale Vincenzo Russo, che evidenziano criticità e distorsioni strutturali, inserendo la questione nel contesto europeo e nel quadro delle dinamiche salariali che da anni penalizzano i lavoratori italiani.
Secondo Confial e Failms, l’aumento di circa 205 euro lordi spalmato su quattro anni non modifica in modo sostanziale la condizione economica dei metalmeccanici italiani. Una cifra che, soprattutto se distribuita in quattro tranche minime, non è in grado di recuperare il potere d’acquisto eroso dall’inflazione, né di ridurre il forte divario che separa l’Italia dai principali Paesi industriali europei. Per le due organizzazioni sindacali, è necessario guardare oltre la retorica dei “risultati storici” e tornare a una valutazione concreta, responsabile e fondata sui reali bisogni dei lavoratori.
Il contesto europeo: un divario salariale che non si colma
Confial e Failms richiamano l’attenzione su un dato ormai strutturale: un metalmeccanico italiano di livello intermedio percepisce circa 12,5 euro l’ora, mentre in Germania figure equivalenti arrivano a 15,5 euro e in Francia a 15–17 euro. Il differenziale varia quindi tra il 20% e il 35%, una forbice che continua ad ampliarsi nonostante la competitività dell’industria italiana e il valore aggiunto del suo manifatturiero.
Per le due sigle, non è la qualità dell’industria italiana a essere inferiore: sono i salari a restare indietro. Ed è questo il nodo principale che dovrebbe orientare ogni discussione sul rinnovo contrattuale.
Un aumento spalmato su quattro anni: cosa significa davvero
I numeri delle tranche del nuovo contratto lo confermano:
- 2025: +27,70 €
- 2026: +53,17 €
- 2027: +59,59 €
- 2028: +64,87 €
Totale: 205,32 euro lordi, ma solo a regime, dopo quattro anni.
Con una prima tranche che sfiora appena i 27 euro mensili.
Confial e Failms evidenziano che, tradotto nella vita quotidiana dei lavoratori, ciò significa meno di un euro al giorno per tutto il 2025. Una cifra che non risponde alla dignità professionale, alle responsabilità crescenti e alla complessità tecnologica che caratterizzano il settore metalmeccanico.
Il diritto dei lavoratori a valutare criticamente l’accordo
Alla vigilia delle assemblee, le due organizzazioni sindacali rivendicano il diritto dei lavoratori a esprimere un giudizio libero e consapevole. Chi ogni giorno vive le fabbriche conosce il peso dell’inflazione, del caro-vita e delle trasformazioni tecnologiche che richiedono competenze sempre più avanzate. Per questo, secondo Confial e Failms, la discussione non può essere rituale né pilotata: deve essere reale, trasparente e orientata alla qualità del lavoro.
Il nodo politico-sindacale: un modello di contrattazione troppo accentrato
Per Di Iacovo e Russo, il rinnovo del contratto conferma un modello di rappresentanza sindacale eccessivamente accentrato, che pretende un ruolo monopolistico pur accettando compromessi al ribasso. Una dinamica che da anni produce effetti negativi anche in altri settori strategici, come la vigilanza privata, dove le paghe orarie oscillano ancora tra 8 e 9 euro l’ora, nonostante l’elevato livello di responsabilità richiesto ai lavoratori.
Un approccio, quello dominante, che appare più attento agli equilibri interni che al reale benessere delle persone, con il rischio concreto di congelare la competitività dei salari italiani rispetto agli standard europei.
La proposta di Confial e Failms: salari equi, pluralismo sindacale e partecipazione dei lavoratori
Confial e Failms presentano una visione alternativa, orientata a un modello contrattuale più moderno, inclusivo e vicino alle reali esigenze produttive:
- Aumenti salariali legati al recupero del potere d’acquisto reale, non solo nominale.
- Contrattazione pluralista e contendibile, perché la democrazia sindacale è un valore e una garanzia.
- Partecipazione dei lavoratori agli utili e alle decisioni strategiche dell’impresa, riconoscendone finalmente il ruolo di motore dell’industria.
- Una politica salariale europea, che allinei l’Italia ai principali Paesi industrializzati e superi logiche locali ormai insufficienti.
Un appello alla responsabilità per il futuro del lavoro industriale
Per Confial e Failms, senza un reale coraggio negoziale il lavoro industriale resterà esposto a un progressivo impoverimento. La competitività delle imprese italiane non può poggiare su salari compressi, ma su innovazione, qualità produttiva e dignità retributiva.
Di Iacovo e Russo invitano i lavoratori a esprimere con libertà e consapevolezza la propria posizione sul rinnovo, rivendicando il diritto di bocciare un contratto che non rappresenta l’innovazione di cui hanno bisogno.
La conclusione è netta: Confial e Failms continueranno a lavorare per dare voce a chi lavora, sostenere un modello produttivo sostenibile e competitivo, e affermare una contrattazione che metta al centro sviluppo, dignità, partecipazione e territorio.


