<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" >

<channel>
	<title>ISL &#8211; CONF.I.A.L. Tv</title>
	<atom:link href="https://confialtv.it/tag/isl/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://confialtv.it</link>
	<description>La televisione della Confederazione Italiana Autonoma Lavoratori</description>
	<lastBuildDate>Mon, 31 Aug 2026 09:07:22 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=7.1</generator>

<image>
	<url>https://confialtv.it/wp-content/uploads/2025/05/cropped-Confial-TV-2025_512x512-32x32.png</url>
	<title>ISL &#8211; CONF.I.A.L. Tv</title>
	<link>https://confialtv.it</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Settembre, riparte il lavoro. CONFIAL.: «L’autunno 2026 deve diventare l’autunno delle scelte»</title>
		<link>https://confialtv.it/autunno-2026-confial-politica-redditi-lavoro-pensioni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Claude]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 31 Aug 2026 09:06:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Benedetto Di Iacovo]]></category>
		<category><![CDATA[FEDICONS]]></category>
		<category><![CDATA[ISL]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[pensioni]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://confialtv.it/?p=23269</guid>

					<description><![CDATA[CONFIAL, ISL e FE.D.I.CONS propongono una nuova politica dei redditi: meno tasse sul lavoro, tutela di salari e pensioni, consumi e imprese.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong>Salari, <a href="https://confialtv.it/salario-minimo-lavoro-irregolare-lavoro-povero/" data-type="post" data-id="21504">pensioni</a>, fisco, caro energia, consumi, imprese e partecipazione dei lavoratori al centro della ripresa dell’iniziativa sindacale. CONFIAL., ISL e FE.D.I.CONS presentano una piattaforma per una nuova politica nazionale dei redditi.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Settembre non rappresenta soltanto il rientro dalle ferie e la ripresa a pieno ritmo delle attività economiche e produttive del Paese.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per CONF.I.A.L. significa tornare sulle vertenze, nei luoghi di lavoro e nei territori e riaprire le questioni rimaste sul tavolo prima della pausa estiva: salari, pensioni, sicurezza, rinnovi contrattuali, fiscalità, qualità dell’occupazione e partecipazione dei lavoratori.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La ripresa avviene in un quadro nel quale i costi dell’energia, dei carburanti e dei trasporti possono incidere contemporaneamente sui bilanci delle famiglie e su quelli delle imprese.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Da qui l&#8217;iniziativa congiunta di <strong>CONF.I.A.L., ISL – Istituto Studi sul Lavoro e FE.D.I.CONS – Federazione Difesa Consumatori</strong>, che accompagna la proposta politico-sindacale per l’autunno 2026 con un allegato tecnico dedicato a redditi, salari, pensioni, consumi e costo della vita.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Una domanda: quanto reddito rimane davvero alle famiglie?</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Il punto di partenza è il potere d’acquisto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quanto rimane effettivamente nelle tasche di un lavoratore, di un pensionato o di una famiglia una volta sostenute le spese essenziali?</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma CONF.I.A.L. pone contemporaneamente una seconda domanda: quanto incidono gli stessi rincari sulla capacità delle imprese di produrre, investire e creare occupazione?</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;obiettivo è evitare una contrapposizione semplicistica tra lavoratori, consumatori e imprese.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il lavoratore che utilizza l&#8217;automobile per raggiungere il posto di lavoro subisce direttamente il rincaro dei carburanti. L&#8217;artigiano, il commerciante, l&#8217;autotrasportatore e la PMI sostengono maggiori costi per energia, logistica, materie prime e trasporti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E una parte di questi aumenti può progressivamente trasferirsi lungo la filiera fino al prezzo finale pagato dal consumatore.</p>



<p class="wp-block-paragraph">FE.D.I.CONS evidenzia proprio questo possibile <strong>effetto cumulativo</strong>: il cittadino può pagare il rincaro una prima volta direttamente attraverso carburante, bollette e trasporti e una seconda volta attraverso l&#8217;aumento dei prezzi di beni e servizi.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Il ceto medio non può continuare a impoverirsi</h3>



<p class="wp-block-paragraph">CONF.I.A.L. richiama quindi l&#8217;attenzione sulla progressiva riduzione dei margini economici di quella vasta area del Paese composta da lavoratori, pensionati, famiglie, professionisti, commercianti, artigiani e piccoli imprenditori.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È un ceto medio che produce reddito, paga imposte e contribuisce alla tenuta economica e sociale del Paese, ma che rischia progressivamente di scivolare verso il basso.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per questo l&#8217;organizzazione sindacale chiede che l&#8217;autunno 2026 segni l&#8217;avvio di <strong>una vera politica nazionale dei redditi</strong>.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Una nuova ipotesi IRPEF: le simulazioni dell&#8217;ISL</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Tra le proposte allo studio c&#8217;è una rimodulazione della struttura dell&#8217;IRPEF.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;ipotesi elaborata dall&#8217;ISL prevede cinque aliquote: <strong>15% fino a 18.808 euro, 20% da 18.808 a 28.000 euro, 25% da 28.000 a 40.000, 30% da 40.000 a 60.000 e 43% oltre i 60.000 euro</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le simulazioni contenute nell&#8217;allegato tecnico mostrano, sull&#8217;imposta lorda, una minore imposizione teorica di circa <strong>1.200 euro annui su 15.000 euro di imponibile, 1.940 euro su 30.000, 2.740 euro su 40.000, 3.040 euro su 50.000 e 4.340 euro su 60.000 euro</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un punto, tuttavia, deve essere chiarito.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non si tratta della previsione del beneficio netto che ogni contribuente riceverebbe né di una proposta legislativa già definita.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;allegato precisa infatti che le simulazioni riguardano esclusivamente <strong>l&#8217;IRPEF lorda nazionale</strong> e non comprendono detrazioni, addizionali locali, deduzioni, altri redditi o condizioni familiari. Anche il costo complessivo per la finanza pubblica richiederebbe microdati fiscali ufficiali e una specifica relazione tecnica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;obiettivo è mettere sul tavolo una base numerica sulla quale aprire il confronto con Governo e Parlamento.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Aumenti contrattuali, tredicesima, quattordicesima e TFR</h3>



<p class="wp-block-paragraph">La revisione dell&#8217;IRPEF rappresenta solo una parte della piattaforma.</p>



<p class="wp-block-paragraph">CONF.I.A.L. propone di rafforzare la riduzione del cuneo fiscale e contributivo e di introdurre una <strong>detassazione strutturale degli aumenti ottenuti attraverso i rinnovi contrattuali</strong>, affinché una quota sempre maggiore degli incrementi salariali raggiunga realmente la busta paga.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A questo si aggiungono una tassazione fortemente agevolata di tredicesima e quattordicesima e una revisione della fiscalità sul TFR.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il principio sostenuto da CONF.I.A.L. è che il trattamento di fine rapporto costituisca salario differito, maturato dal lavoratore anno dopo anno, e debba per questo beneficiare di un trattamento fiscale più favorevole.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Pensioni, l&#8217;ipotesi di una fiscalità specifica</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Un capitolo distinto riguarda i pensionati.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per le pensioni minime rimane prioritario il tema dell&#8217;adeguatezza degli importi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per chi, invece, raggiunge la pensione dopo una lunga vita lavorativa e contributiva, CONF.I.A.L. propone di studiare una fiscalità specifica e fortemente ridotta.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;allegato tecnico simula, a fini esplorativi, un <strong>prelievo del 5% fino a 50.000 euro lordi annui</strong>. La differenza teorica rispetto all&#8217;IRPEF lorda ordinaria sarebbe, ad esempio, di 2.700 euro annui su una pensione lorda di 15.000 euro, 5.600 euro su 30.000 e 11.200 euro su 50.000.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche in questo caso si tratta di una simulazione e non della stima di un aumento netto effettivo della pensione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;ISL sottolinea inoltre che una misura di questa portata avrebbe un forte impatto redistributivo e dovrebbe essere sottoposta a una valutazione puntuale delle coperture e del gettito, verificando soglie di 20.000, 30.000, 40.000 e 50.000 euro ed eventualmente ipotizzando un&#8217;applicazione graduale.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Sostenere le imprese che producono buon lavoro</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Una nuova politica dei redditi, secondo <a href="https://www.confial.it" data-type="link" data-id="www.confial.it" target="_blank" rel="noopener">CONF.I.A.L.</a>, non può prescindere dalla solidità del sistema produttivo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un&#8217;impresa appesantita dai costi di energia, trasporti e credito dispone di minori risorse per investire, assumere e migliorare le retribuzioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Servono quindi interventi sull&#8217;energia, sull&#8217;accesso al credito, sull&#8217;innovazione, sulla digitalizzazione e sull&#8217;efficienza produttiva, con particolare attenzione alle micro, piccole e medie imprese.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma al sostegno pubblico deve corrispondere una responsabilità sociale: <strong>occupazione stabile, sicurezza, formazione, investimenti e qualità del lavoro</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E quando innovazione, tecnologia, organizzazione e professionalità determinano un incremento reale e certificato della produttività, CONF.I.A.L. ribadisce un principio già posto al centro della propria iniziativa: <strong>«Produttività certificata deve significare partecipazione garantita»</strong>.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Autunno 2026: l&#8217;autunno delle scelte</h3>



<p class="wp-block-paragraph">La sintesi dell&#8217;analisi congiunta ISL–FE.D.I.CONS è quella di difendere contemporaneamente lavoro, pensioni, consumatori e impresa produttiva.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Più reddito disponibile può sostenere i consumi; consumi sostenibili sostengono le imprese; imprese solide e responsabili possono generare occupazione, innovazione e salari migliori.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È su questo terreno che CONF.I.A.L. intende riaprire la propria iniziativa sindacale a settembre.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>«Non vogliamo un autunno della protesta rituale. Vogliamo un autunno della concertazione, della proposta e delle decisioni»</strong>, affermano i promotori dell&#8217;iniziativa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Perché lavoratori, pensionati, consumatori e piccoli imprenditori non appartengono a economie differenti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sono parti dello stesso sistema.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E per <strong>Benedetto Di Iacovo, Maurizio Ballistreri e Daniele Mazzoli</strong>, la ripresa di settembre deve servire proprio a spezzare il circuito nel quale meno reddito produce meno consumi, meno consumi indeboliscono le imprese e imprese più fragili rendono più vulnerabili occupazione e salari.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>L&#8217;autunno 2026, dunque, non dovrà diventare l&#8217;autunno della paura dei rincari. Dovrà diventare l&#8217;autunno delle scelte.</strong></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
