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	<title>Referendum &#8211; CONF.I.A.L. Tv</title>
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	<description>La televisione della Confederazione Italiana Autonoma Lavoratori</description>
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		<title>Referendum 2025: occasione persa per il lavoro, fallimento della politica sindacale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Admin PMS]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Jun 2025 08:19:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Benedetto Di Iacovo]]></category>
		<category><![CDATA[Referendum]]></category>
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					<description><![CDATA[Il Segretario Generale di CONF.I.A.L. Benedetto Di Iacovo commenta il fallimento del referendum 2025: un’occasione persa per i diritti dei lavoratori.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<div class="wp-block-rank-math-toc-block" id="rank-math-toc"><h2>Indice</h2><nav><ul><li class=""><a href="#un-confronto-mancato-e-una-scelta-miope">Un confronto mancato e una scelta miope</a></li><li class=""><a href="#unoccasione-sciupata-per-riformare-il-lavoro">Un’occasione sciupata per riformare il lavoro</a></li><li class=""><a href="#il-valore-del-referendum-da-strumento-democratico-a-passerella-politica">Il valore del referendum: da strumento democratico a passerella politica</a></li><li class=""><a href="#il-sindacato-che-guarda-al-merito-non-al-colore">Il sindacato che guarda al merito, non al colore</a></li></ul></nav></div>



<p class="wp-block-paragraph">Il referendum dell’8-9 giugno 2025 si è chiuso con un dato amaro ma prevedibile: il <strong>quorum non è stato raggiunto</strong>. E con esso, si è spenta un’occasione reale per riaprire il dibattito pubblico sui diritti dei lavoratori, sul lavoro povero, sulla precarietà, sulla dignità del lavoro in un paese che continua a vedere salari in calo e tutele sempre più frammentate.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A denunciarlo con forza è <strong><a href="https://confialtv.it/tag/benedetto-di-iacovo/" data-type="post_tag" data-id="1217">Benedetto Di Iacovo</a></strong>, Segretario Generale di <strong><a href="http://www.confial.it" data-type="link" data-id="www.confial.it" target="_blank" rel="noopener">CONF.I.A.L.</a></strong>, che fin dall’inizio aveva colto i limiti strategici e politici dell’iniziativa promossa dalla CGIL, pur sostenendone nel merito i contenuti. La Confederazione Italiana Autonoma Lavoratori aveva infatti invitato i cittadini a votare 5 SÌ, in linea con la sua visione partecipativa e attenta ai bisogni reali del mondo del lavoro. Ma lo aveva fatto in modo autonomo, responsabile e – come sempre – <strong>non ideologico</strong>.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph">“Quando si parla di diritti del lavoro – ha dichiarato Di Iacovo – un sindacato serio non può restare in silenzio. Ma partecipare significa anche saper distinguere tra la battaglia sui contenuti e la strumentalizzazione politica.”</p>
</blockquote>



<h3 class="wp-block-heading" id="un-confronto-mancato-e-una-scelta-miope">Un confronto mancato e una scelta miope</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Già prima del voto, CONF.I.A.L. aveva lanciato un segnale di apertura scrivendo direttamente al Segretario Generale della CGIL, <strong>Maurizio Landini</strong>, per proporre un confronto trasversale, costruttivo e non ideologico sul tema referendario. <strong>Nessuna risposta</strong>.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph">“Avevamo percepito che l’iniziativa potesse essere usata per fini politici, e purtroppo avevamo ragione. Abbiamo assistito a una gestione che ha privilegiato la visibilità personale e il collateralismo con alcune forze politiche, anziché puntare al risultato.”</p>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">La scelta della CGIL è stata quella di costruire attorno al referendum una narrazione di scontro tra blocchi politici, <strong>trasformando una consultazione su questioni tecniche e di merito in una sfida ideologica tra destra e sinistra</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una linea che ha danneggiato proprio i lavoratori, quelli che avrebbero dovuto essere i primi beneficiari dell’iniziativa. Il risultato è stato la disaffezione, l’astensionismo e il fallimento dell’operazione referendaria.</p>



<h3 class="wp-block-heading" id="unoccasione-sciupata-per-riformare-il-lavoro">Un’occasione sciupata per riformare il lavoro</h3>



<p class="wp-block-paragraph">La CONF.I.A.L. sottolinea come il referendum avrebbe potuto rappresentare una leva per riaprire il confronto sui <strong>diritti reali nei luoghi di lavoro</strong>, sulla necessità di rivedere una contrattazione collettiva ormai condizionata dalle grandi confederazioni, spesso più attente a mantenere posizioni che a garantire tutele effettive.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph">“In Italia – ha ricordato Di Iacovo – ci sono milioni di lavoratori poveri e irregolari. Una parte significativa del mercato del lavoro è coperta da contratti firmati senza reale rappresentanza. Il referendum poteva e doveva servire a dare voce a questi invisibili.”</p>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">E invece è stato ridotto a strumento di visibilità politica, in vista – secondo quanto denunciato da Di Iacovo – delle future candidature nei partiti promotori: PD, Movimento 5 Stelle, AVS.</p>



<h3 class="wp-block-heading" id="il-valore-del-referendum-da-strumento-democratico-a-passerella-politica">Il valore del referendum: da strumento democratico a passerella politica</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Il referendum, per la CONF.I.A.L., resta uno strumento democratico nobile, che va però maneggiato con serietà, visione e rispetto. Non può essere piegato a logiche identitarie, né ridotto a prova di forza tra schieramenti.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph">“Quando il risultato diventa secondario rispetto alla visibilità organizzativa o personale, si tradisce la fiducia dei lavoratori. E si compromette la credibilità stessa del sindacato.”</p>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">È per questo che la CONF.I.A.L. rivendica la sua totale <strong>autonomia da partiti e agende politiche</strong>, e il suo impegno per un <strong>sindacalismo moderno, inclusivo e rappresentativo</strong>, capace di dialogare con tutte le forze sociali e istituzionali, ma senza mai rinunciare alla propria indipendenza.</p>



<h3 class="wp-block-heading" id="il-sindacato-che-guarda-al-merito-non-al-colore">Il sindacato che guarda al merito, non al colore</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Di fronte al fallimento della consultazione, molti cercheranno ora scuse: il caldo, il mare, l’astensionismo fisiologico. Ma la verità – sottolinea Di Iacovo – è che <strong>il disinteresse dei lavoratori nasce quando ci si allontana dai problemi reali</strong> e si trasforma ogni iniziativa in uno scontro ideologico sterile.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La CONF.I.A.L. guarda oltre, e continuerà a portare avanti le sue battaglie per:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>un nuovo modello contrattuale</strong> equo e partecipativo</li>



<li><strong>un salario minimo dignitoso</strong></li>



<li><strong>la riforma del sistema di rappresentanza sindacale</strong></li>



<li><strong>la centralità del lavoro come strumento di giustizia sociale</strong></li>
</ul>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph">“Il nostro unico interesse – conclude Di Iacovo – è e resterà la tutela del lavoro e dei lavoratori. Sempre.”</p>
</blockquote>
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