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Umanesimo del lavoro
Nel pieno di una trasformazione tecnologica senza precedenti, in cui l’Intelligenza Artificiale entra nelle fabbriche, negli uffici, nei servizi e perfino negli spazi privati delle nostre vite, Benedetto Di Iacovo, Segretario Generale della CONFIAL, pubblica con Rubbettino il suo nuovo saggio: “Umanesimo del lavoro. Il Sindacato e l’Intelligenza Artificiale”.
Un testo che arriva nel momento esatto in cui serviva.
Non un saggio teorico, ma un manifesto operativo, destinato a chi deve difendere diritti, dignità, tutele e sviluppo nell’economia degli algoritmi.
Un libro necessario: perché leggerlo adesso
L’espansione dell’IA sta ridisegnando il lavoro.
Secondo Di Iacovo, la domanda chiave non è “se” l’IA ci sarà, ma come verrà governata.
Ogni rivoluzione tecnologica, sostiene l’autore, ha senso solo se rimette al centro la persona.
Lasciare l’innovazione nelle sole mani degli algoritmi o delle logiche di mercato significa creare nuovi squilibri, nuove forme di precarietà, nuove marginalità.
Per questo occorre un sindacato capace di accompagnare la transizione, contrattarla e trasformarla in un percorso di diritti, qualità del lavoro e sviluppo territoriale.
Dieci idee per capire se l’IA libera o cancella lavoro
Il libro propone dieci nodi fondamentali per affrontare il futuro:
- la contrattazione dell’uso dell’IA in azienda
- la trasparenza degli algoritmi e la tutela dei dati
- la partecipazione dei lavoratori ai processi decisionali
- i nuovi diritti digitali nel rapporto di lavoro
- la prevenzione delle discriminazioni algoritmiche
- la formazione continua come leva strategica
- la necessità di un sindacato competente, autonomo e moderno
- il rischio di una nuova “questione sociale” legata alla gig economy
- la trasformazione organizzativa dell’impresa
- la centralità delle comunità e dei territori nel governo dell’innovazione
Secondo Di Iacovo, l’IA può liberare lavoro o cancellarlo.
La differenza la fa il modo in cui viene regolata e contrattata.
Un sindacato moderno, autonomo, di comunità
Il volume mostra come il sindacato debba diventare un soggetto capace di dialogare con i sistemi produttivi, presidiare i tavoli dell’innovazione, difendere i lavoratori negli scenari digitali e costruire modelli di sviluppo che tengano insieme tecnologia, diritti e territorio.
Un sindacato che:
- non subisce l’innovazione
- governa il cambiamento
- tutela i lavoratori nelle transizioni
- valorizza competenze e professionalità
- contratta lavoro di qualità anche nelle piattaforme digitali
I contributi autorevoli che arricchiscono il volume
A dare autorevolezza al libro contribuiscono tre firme di primo piano:
- Giorgio Benvenuto, protagonista storico del sindacalismo italiano, firma la prefazione
- Prof. Maurizio Ballistreri, giuslavorista, approfondisce i nuovi diritti digitali
- Prof. Domenico Marino, economista, analizza l’impatto dell’IA sui sistemi produttivi e sui territori
Tre sguardi diversi che completano un’opera pensata come strumento per lavoratori, sindacalisti, amministratori pubblici, dirigenti d’impresa e tutti coloro che vogliono capire come cambierà il lavoro.
Un testo che vuole diventare pratica quotidiana
Di Iacovo immagina questo saggio come base per:
- assemblee
- RSU
- tavoli sindacali
- incontri con imprese e istituzioni
- percorsi formativi per delegati
Perché il futuro del lavoro, sottolinea l’autore, non è scritto: si negozia, si governa, si costruisce.
Disponibile ora su Rubbettino
Il libro è disponibile nello store ufficiale dell’editore.
Di Iacovo ha rinunciato a ogni diritto d’autore: il prezzo copre solo i costi editoriali.
www.store.rubbettinoeditore.it/catalogo/umanesimo-del-lavoro


