La Confederazione scrive a Trenitalia, RFI, Ministero e Regione Calabria chiedendo chiarimenti sulla programmazione 2026-2027, sulla sospensione per i lavori nella galleria Santomarco e sulla continuità annuale del servizio. Di Iacovo sollecita risposte e un tavolo di confronto.
Il futuro del collegamento Frecciarossa da e per Sibari diventa una questione che riguarda non soltanto l’organizzazione del servizio ferroviario, ma il diritto alla mobilità di lavoratori, studenti, famiglie, persone che si spostano per motivi sanitari e operatori economici della Calabria ionica.
È su queste basi che CONF.I.A.L., con una nota ufficiale firmata dal Segretario Generale nazionale Benedetto Di Iacovo, è intervenuta chiedendo chiarimenti sulla programmazione ferroviaria 2026-2027.
La comunicazione, protocollo n. 593/SG:2026 del 12 ottobre, è indirizzata a Trenitalia, Rete Ferroviaria Italiana, Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, Assessore ai Trasporti della Regione Calabria Gianluca Gallo e Presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto.
L’obiettivo è ottenere informazioni ufficiali e documentate sul futuro dell’offerta ferroviaria da e per la Sibaritide.
Lavori alla galleria Santomarco e futuro del servizio: CONF.I.A.L. chiede chiarezza
La Confederazione parte dalle informazioni diffuse sul futuro del collegamento Frecciarossa Sibari-Bolzano e sulla sua possibile riorganizzazione verso Milano e Torino.
A questo scenario si aggiunge la sospensione connessa ai lavori nella galleria Santomarco.
Per CONF.I.A.L. è fondamentale distinguere due piani: da una parte gli effetti temporanei determinati dai cantieri, dall’altra le scelte strutturali che riguarderanno continuità, frequenze, fermate e orari del servizio.
Proprio per questo la Confederazione chiede a Trenitalia di precisare se la relazione Sibari-Bolzano sarà sostituita da un collegamento Sibari-Milano-Torino, da quale data e con quali caratteristiche.
La richiesta principale è netta: garantire almeno una coppia quotidiana di collegamenti da e per Sibari durante tutto l’anno, evitando che il servizio venga limitato esclusivamente ai periodi estivi o di maggiore domanda.
Salvaguardare il collegamento con Roma
Un altro punto centrale della lettera riguarda Roma.
CONF.I.A.L. chiede di conoscere gli orari previsti di partenza e arrivo a Sibari e nella Capitale e i relativi tempi di percorrenza.
Non si tratta, secondo la Confederazione, di una questione puramente tecnica.
La possibilità di raggiungere Roma e rientrare nella stessa giornata può essere essenziale per chi deve svolgere una giornata di lavoro, sostenere appuntamenti sanitari o adempiere ad altre necessità.
Per questo la riorganizzazione del servizio non dovrebbe determinare un peggioramento concreto rispetto alle possibilità offerte dal collegamento attuale.
Quali collegamenti per Verona, Rovereto, Trento e Bolzano?
La possibile modifica della destinazione settentrionale apre inoltre il tema dei collegamenti con il Nord-Est.
CONF.I.A.L. chiede quali soluzioni saranno garantite ai viaggiatori diretti verso Verona, Rovereto, Trento e Bolzano, e se sia stata valutata la possibilità di mantenere il collegamento diretto.
Qualora ciò non fosse previsto, la Confederazione chiede di conoscere le alternative in termini di cambi, tempi complessivi di viaggio e tariffe.
La questione interessa in modo particolare lavoratori e famiglie che mantengono rapporti frequenti tra la Calabria e le regioni settentrionali.
Servizi sostitutivi durante i lavori: «Nessun costo aggiuntivo per i passeggeri»
Particolare attenzione viene dedicata al periodo di interruzione dovuto ai lavori.
CONF.I.A.L. chiede a Trenitalia e RFI, con il coinvolgimento della Regione Calabria, di rendere noto il piano dei servizi sostitutivi previsto per l’intero periodo.
Tra gli aspetti indicati nella nota figurano i collegamenti con Paola, le coincidenze assistite, la disponibilità dei posti nei periodi di maggiore affluenza, l’accessibilità per le persone con disabilità e un sistema di informazione efficace per i viaggiatori.
La richiesta è che il trasferimento sostitutivo non comporti costi aggiuntivi e che siano definite preventivamente le misure da adottare in caso di ritardi o perdita delle coincidenze.
CONF.I.A.L. chiede il cronoprogramma dei lavori
La Confederazione domanda inoltre a RFI un cronoprogramma aggiornato dei lavori.
Nella lettera viene chiesto di chiarire la differenza tra il termine del 27 gennaio 2027, indicato nella programmazione richiamata dalla Confederazione, e la ripartenza da Sibari annunciata per il 1° febbraio 2027.
CONF.I.A.L. chiede anche chiarimenti sulla scelta del periodo nel quale realizzare gli interventi e sulle soluzioni valutate per limitarne durata e disagi, nel pieno rispetto delle esigenze di sicurezza.
Il caso arriva sulla stampa: preoccupazione per il futuro dei collegamenti
La questione ha trovato spazio anche sulla stampa locale, che ha riportato l’allarme delle organizzazioni sindacali per il futuro dei collegamenti ferroviari dell’Alto Ionio calabrese.
Nell’articolo fornito insieme alla documentazione viene evidenziata, accanto alla posizione di CONF.I.A.L., anche quella di Fillea Cgil, con particolare attenzione alle esigenze dei lavoratori che dalla Calabria raggiungono cantieri e luoghi di lavoro nel Nord Italia.
Pur attraverso iniziative distinte, emerge quindi una preoccupazione comune: evitare che una riorganizzazione ferroviaria produca un arretramento nelle possibilità di mobilità del territorio.
Di Iacovo: servono impegni verificabili
CONF.I.A.L. non contesta l’eventuale ampliamento dell’offerta ferroviaria verso nuove destinazioni.
La posizione espressa nella lettera è, però, che qualsiasi riorganizzazione debba essere valutata sulla base dei servizi effettivamente garantiti ai cittadini.
«La CONFIAL considera positivamente ogni ampliamento delle opportunità di collegamento, ma si opporrà con fermezza a riduzioni strutturali, stagionalizzazioni o peggioramenti che compromettano l’accessibilità della Calabria ionica e le esigenze di chi viaggia per lavoro, studio o cure».
Per questo vengono richiesti anche i dati aggregati relativi alla domanda e all’utilizzo dei posti che hanno contribuito alle valutazioni sulla riorganizzazione, distinguendo le diverse tratte e la stagionalità.
Alla Regione vengono invece chiesti gli eventuali accordi, risorse e impegni previsti per assicurare la prosecuzione del servizio fino a Sibari, mentre al Ministero viene sollecitato un intervento di coordinamento.
Risposte entro dieci giorni e un tavolo entro quindici
CONF.I.A.L. conclude la propria iniziativa indicando anche tempi precisi.
Ai destinatari della nota viene richiesto un primo riscontro scritto entro dieci giorni dal ricevimento e, auspicabilmente in forma coordinata, la convocazione di un tavolo di confronto entro quindici giorni, con la partecipazione delle istituzioni interessate, delle amministrazioni locali e delle rappresentanze sociali.
La vicinanza del cambio di orario ferroviario e la necessità per cittadini e lavoratori di programmare gli spostamenti invernali rendono, secondo la Confederazione, necessario arrivare rapidamente a informazioni certe.
In assenza di garanzie adeguate, CONF.I.A.L. annuncia ulteriori iniziative sindacali, istituzionali e di mobilitazione pubblica.
Per il Segretario Generale Benedetto Di Iacovo, il punto è tutelare un’infrastruttura di mobilità che assume un valore essenziale per un’area del Paese nella quale le distanze incidono direttamente sulle opportunità di lavoro, studio e accesso ai servizi.
Garantire collegamenti efficienti e continuativi significa, in questa prospettiva, garantire alla Calabria ionica il diritto di restare connessa al resto del Paese.



