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Roma, 31 agosto 2025 – Il progetto del Ponte sullo Stretto di Messina torna al centro del dibattito pubblico come opera infrastrutturale di valenza non solo nazionale, ma europea e mediterranea.
Secondo il Segretario Generale di CONF.I.A.L., Benedetto Di Iacovo, il ponte non è un’infrastruttura isolata, ma il cuore di un piano di investimenti senza precedenti, che ridisegnerà la mobilità del Mezzogiorno e collegherà stabilmente Calabria e Sicilia ai grandi corridoi economici e logistici dell’Europa.
Ponte sullo Stretto: Un corridoio strategico per il Sud Italia
Le cifre parlano chiaro: oltre 50 miliardi di euro già allocati per:
- l’alta velocità ferroviaria Salerno–Reggio Calabria,
- la nuova SS 106,
- la ferrovia Messina–Catania–Palermo,
- la modernizzazione dell’Autostrada del Mediterraneo,
- le opere a terra collegate al ponte.
Un vero corridoio Napoli–Catania–Palermo, che fungerà da dorsale strategica per lo sviluppo del Sud Italia e per il rilancio della sua competitività.

Ponte come hub euromediterraneo
Il progetto porta con sé non solo un’infrastruttura di collegamento, ma anche:
- alta velocità ferroviaria e autostradale,
- riqualificazione delle reti portuali,
- nuove piattaforme logistiche integrate tra Sud Italia, Mediterraneo ed Europa.
Il ponte diventa così una cerniera euro-mediterranea, capace di collegare stabilmente l’Italia ai Paesi africani, ampliando i flussi commerciali e le opportunità di cooperazione internazionale.
Una sfida ingegneristica senza precedenti
Con una campata centrale sospesa di oltre 3 km e una quota di 370 metri, il Ponte sullo Stretto sarà un’opera ingegneristica senza eguali al mondo, superando in altezza persino la Torre Eiffel.
Non solo mobilità: il ponte sarà anche un attrattore turistico globale, grazie a un “belvedere” panoramico attrezzato che offrirà viste uniche sulle sponde di Scilla e Cariddi.

Un’opera simbolo per l’Italia
Per Benedetto Di Iacovo, il ponte è il simbolo della capacità italiana di progettare e realizzare eccellenze ingegneristiche e rappresenterà un volano per:
- ridurre le distanze,
- attrarre investimenti,
- creare occupazione,
- valorizzare il Sud Italia nel sistema europeo.
“Il Ponte sullo Stretto – dichiara Di Iacovo – non è fine a sé stesso. È la chiave per aprire l’intero corridoio Napoli–Catania–Palermo, collegarlo all’Europa e proiettarlo verso il Mediterraneo e il continente africano.”
Basta con il “benaltrismo”
A chi obietta che “ci sarebbe ben altro da fare”, Di Iacovo risponde con chiarezza: le opere complementari – strade, autostrade, ferrovie – sono già parte integrante del piano infrastrutturale.
Il ponte non sottrae risorse, ma attiva l’intero sistema di investimenti, ponendo le basi per una crescita duratura e integrata.
📌 Il Ponte sullo Stretto non è solo un sogno: è un progetto strategico per il futuro del Sud, dell’Italia e dell’Europa.

