Indice
Flash mob dei lavoratori: “Non siamo fantasmi”
La vertenza Konecta torna al centro del dibattito con una nuova mobilitazione a Crotone.
I lavoratori ex Abramo Customer Care, oggi impiegati nel progetto di digitalizzazione delle cartelle cliniche, hanno organizzato un flash mob per chiedere risposte concrete sul proprio futuro.
In particolare, 74 lavoratori precari hanno manifestato per ottenere l’accesso alla cassa integrazione, denunciando una condizione di forte disparità rispetto agli altri colleghi già tutelati dagli ammortizzatori sociali.
Un gesto simbolico ma diretto, che ha riportato al centro una vertenza che coinvolge complessivamente oltre 600 lavoratori.
Un progetto da 20 milioni tra aspettative e criticità
Il progetto di digitalizzazione delle cartelle cliniche della sanità regionale, avviato nel dicembre 2024, aveva rappresentato un’opportunità importante per il territorio, anche perché aveva consentito di assorbire lavoratori provenienti dalla crisi dell’ex Abramo Customer Care.
Oggi, però, il quadro è profondamente cambiato.
A fronte di un investimento di circa 20 milioni di euro e di una durata inferiore ai 18 mesi, il progetto si trova a fare i conti con una situazione di crisi occupazionale e precarietà diffusa.
Centinaia di lavoratori risultano in cassa integrazione fino alla fine dell’anno, mentre una parte resta esclusa da ogni forma di tutela.
La denuncia dei lavoratori: famiglie e futuro a rischio
Durante la manifestazione, i lavoratori hanno voluto dare un volto alla vertenza.
Dietro i numeri ci sono persone, famiglie, storie e aspettative.
“Dietro queste maschere ci sono 74 volti, ci sono famiglie, ci sono bisogni, ci sono aspettative di lavoratori che hanno dimostrato di essere un elemento importante della catena produttiva”, è stato il messaggio lanciato durante il flash mob.
Una richiesta chiara: non essere dimenticati e ottenere pari diritti rispetto agli altri lavoratori coinvolti nel progetto.
Confial: “Serve responsabilità e visione”
Il sindacato Confial ha rilanciato l’appello alle istituzioni affinché si facciano carico della situazione.
Secondo quanto emerso, il progetto avrebbe dovuto rappresentare un modello di sviluppo da replicare, ma qualcosa nel percorso si è interrotto.
“La preoccupazione è che qualcuno non abbia controllato, che qualcuno si sia voltato dall’altra parte o abbia rassicurato sulla sostenibilità del progetto senza basi solide”, è la posizione espressa durante la mobilitazione.
Confial sottolinea inoltre l’importanza di non disperdere le competenze acquisite dai lavoratori, frutto di percorsi di formazione e inserimento già realizzati.
Verso un hub della digitalizzazione in Calabria
Nonostante le criticità, il sindacato rilancia una prospettiva concreta: trasformare questa esperienza in un punto di partenza per la creazione di un hub della digitalizzazione in Calabria.
Un progetto che potrebbe rappresentare una reale opportunità di sviluppo, occupazione stabile e innovazione per il territorio.
Secondo Confial, esiste ancora una finestra temporale utile, fino alla fine del 2026, per ripensare e rilanciare l’iniziativa, evitando che questa vicenda resti un simbolo di disillusione.
Le prossime tappe della vertenza
Il confronto entrerà nel vivo nei prossimi giorni.
È previsto un incontro in Prefettura tra azienda, Regione e parti sociali, considerato un passaggio fondamentale per individuare soluzioni concrete.
Nel frattempo, la mobilitazione proseguirà con una nuova iniziativa alla Cittadella regionale di Catanzaro.
Una vertenza che riguarda l’intero territorio
La vertenza Konecta non è solo una questione aziendale.
Riguarda il futuro del lavoro in Calabria, la capacità di trasformare investimenti pubblici in sviluppo reale e la credibilità delle politiche industriali.
Per questo la richiesta è chiara:
interventi immediati, stabilizzazione dei lavoratori e una visione concreta per il futuro.
Perché dietro ogni numero ci sono persone.
E il lavoro non può restare sospeso.
