Preoccupazione per circa 200 lavoratori della sede crotonese. Fabio Tomaino, Segretario Regionale Confederale CONF.I.A.L. Calabria, denuncia il mancato coinvolgimento della rappresentanza aziendale e chiede chiarezza su esuberi, investimenti, commesse e prospettive industriali.
Un Ferragosto segnato dall’incertezza per circa 200 lavoratori della sede LuO Digital di Crotone, che si trovano ad affrontare una fase delicata senza conoscere con chiarezza quale sarà il proprio futuro occupazionale.
A denunciare la situazione è Fabio Tomaino, Segretario Regionale Confederale CONF.I.A.L. Calabria, che interviene sulle conseguenze dell’accordo sottoscritto il 27 luglio, in videoconferenza, tra LuO Digital e le segreterie nazionali di Slc-Cgil, Fistel-Cisl, Uil-Fpl e Ugl-Telecomunicazioni.
Secondo quanto riportato, l’accordo interessa una procedura di mobilità e licenziamento collettivo riguardante complessivamente 1.093 lavoratori e prevede fino a 150 uscite volontarie, accompagnate da un incentivo fino a un massimo di 18 mensilità.
CONFIAL: «A Crotone lavoratori senza informazioni sul proprio futuro»
La criticità evidenziata dalla CONF.I.A.L. riguarda in particolare le modalità con cui la vicenda sarebbe stata gestita nella sede di Crotone.
Tomaino sottolinea infatti che la rappresentanza sindacale aziendale non sarebbe stata preventivamente coinvolta né informata sui contenuti dell’accordo.
«Una certezza c’è: a Crotone non si è svolta alcuna assemblea preventiva su una procedura destinata a incidere sull’orario, sulle retribuzioni e sul futuro occupazionale», afferma Tomaino.
Da qui la definizione di “pacco di Ferragosto”, utilizzata per descrivere una situazione nella quale i lavoratori si troverebbero davanti a decisioni destinate a incidere sul proprio futuro senza un adeguato percorso preventivo di informazione e confronto.
Un accordo che arriva in una fase delicata
La vertenza si inserisce in un quadro industriale già complesso.
Come ricordato nell’intervento di Tomaino, l’aggregazione tra Network Contacts e Step, da cui è nata LuO Digital, era stata presentata come parte di un progetto di rilancio industriale.
Il percorso prevedeva anche investimenti, nuove commesse, programmi formativi e interventi sui singoli siti.
Per CONF.I.A.L. diventa quindi necessario comprendere quale sia oggi la prospettiva concreta per Crotone.
Il settore sta attraversando una trasformazione profonda determinata da innovazione, intelligenza artificiale, servizi digitali e valorizzazione delle competenze.
Proprio per questo, secondo Tomaino, le riorganizzazioni non possono essere affrontate esclusivamente attraverso riduzioni di personale e reddito.
Occorre invece governare il cambiamento attraverso formazione, riqualificazione professionale, investimenti e nuove opportunità produttive.
CONFIAL chiede chiarezza sul piano industriale
Il tema centrale, per la Confederazione, non è quindi soltanto conoscere il numero degli eventuali esuberi.
Occorre comprendere quale futuro industriale sia previsto per il sito crotonese.
Quali saranno i nuovi volumi?
Quali commesse arriveranno?
Quali investimenti sono previsti?
Quali professionalità saranno necessarie?
E, soprattutto, quante persone saranno concretamente coinvolte dalla riorganizzazione?
Sono interrogativi ai quali, secondo CONF.I.A.L., i lavoratori hanno diritto di ricevere risposte precise e tempestive.
La Confederazione chiede quindi che venga garantito un confronto trasparente e realmente partecipato, capace di mettere al centro non soltanto gli equilibri aziendali, ma anche la tutela dell’occupazione, delle professionalità e del futuro produttivo della sede di Crotone.
Per CONF.I.A.L. innovazione e trasformazione digitale non possono tradursi automaticamente in riduzione dell’occupazione.
Il cambiamento deve essere accompagnato da investimenti, formazione e valorizzazione delle competenze, affinché la transizione tecnologica possa diventare un’opportunità anche per i lavoratori.
La vertenza LuO Digital rappresenta quindi una questione che CONF.I.A.L. continuerà a seguire con particolare attenzione, chiedendo chiarezza sulle prospettive industriali e occupazionali e ribadendo un principio essenziale: le decisioni che incidono sulla vita e sul futuro dei lavoratori non possono essere assunte senza un loro reale coinvolgimento.

