Nel 2026, l'occupazione in Calabria mostra segnali di crescita, ma l'incertezza internazionale pesa sul mercato del lavoro.

Calabria in controtendenza: i numeri del 2025/2026

Il quadro occupazionale della Calabria mostra segnali di vitalità senza precedenti. Secondo i dati elaborati da Confial, nel primo semestre del 2025 l’attività economica regionale è aumentata dell’1,3%, superando la media del Mezzogiorno. Particolarmente positivo il dato sui contratti a tempo indeterminato, passati dalle 4.492 unità del 2024 alle 6.109 del 2025.

Tuttavia, il Segretario Generale Benedetto Di Iacovo invita a una lettura attenta: “La Calabria non è ferma, ma resta esposta. Il miglioramento deve diventare strutturale per sconfiggere una disoccupazione giovanile che resta al 42,6% e un tasso di irregolarità ancora troppo alto.”

L’ombra della crisi in Medio Oriente su Gioia Tauro e l’Agroalimentare

Il report Confial evidenzia come l’instabilità geopolitica attuale rappresenti una minaccia diretta per la regione. La volatilità dei prezzi dell’energia e le pressioni sulle catene di approvvigionamento colpiscono i due motori della Calabria:

  • Export Agroalimentare: Rappresenta quasi la metà delle esportazioni regionali ed è sensibilissimo ai costi logistici.
  • Porto di Gioia Tauro: Nonostante una crescita della movimentazione container del 11,6%, lo scalo è in prima linea nelle tensioni dei flussi marittimi globali.

Le proposte Confial: mettere in sicurezza il sistema produttivo

Per Di Iacovo, consolidare l’occupazione significa, prima di tutto, proteggere chi crea lavoro. Confial chiede alle istituzioni strumenti “straordinariamente concreti”:

  1. Liquidità: Supporto immediato contro il caro-energia per le piccole imprese.
  2. Infrastrutture: Potenziamento della capacità retroportuale.
  3. Mercati Esteri: Nuove tutele per l’agroalimentare calabrese.
  4. Formazione: Trasformare il lavoro precario in lavoro di qualità attraverso nuove competenze.

“Il problema non è solo se l’occupazione tiene oggi,” conclude Di Iacovo, “ma quanto le imprese riusciranno a reggere domani l’eventuale rialzo dei costi di produzione e logistica.”