CONF.I.A.L. e SIALS hanno promosso un confronto sul futuro del Trasporto Pubblico Locale con amministratori, rappresentanti politici, tecnici, associazioni e cittadini. Di Iacovo: «Il PUMS deve diventare un piano aperto alla partecipazione e ai diritti di cittadinanza».
Un confronto nel quale maggioranza e opposizione, amministratori, tecnici, associazioni e cittadini hanno potuto ascoltarsi, mettere sul tavolo criticità e proposte e provare a costruire un terreno comune: migliorare la mobilità di Pomezia e del suo territorio.
È questo il risultato dell’incontro promosso a Pomezia da CONF.I.A.L. e SIALS sul futuro della mobilità urbana e del Trasporto Pubblico Locale.
Nonostante le forti intemperie che hanno interessato il territorio pontino nel pomeriggio, l’iniziativa ha registrato una presenza qualificata delle rappresentanze istituzionali, politiche, sociali e civiche della città.
Per l’Amministrazione comunale era presente l’assessore competente Cristiano Davoli, insieme ai consiglieri comunali Eleonora Napolitano, Luisa Navisse e Alberto D’Arcangeli, rappresentante delegato del gruppo Valore Civico, al responsabile tecnico del Piano del Comune di Pomezia Riccardo Roma e a rappresentanti di associazioni, organizzazioni e comitati di quartiere, tra i quali A. Friedjung per lo SPI CGIL.
Un fronte comune per migliorare il trasporto pubblico
Dagli interventi sono emerse criticità, ma anche aspetti positivi e soprattutto la necessità di costruire un fronte comune nei confronti di Astral, Cotral e Regione Lazio, affinché il servizio urbano ed extraurbano possa essere progressivamente potenziato e reso più efficiente.
Lo spirito dell’iniziativa promossa da CONF.I.A.L. è stato fin dall’inizio chiaro: non stabilire chi avesse ragione o torto e non schierarsi con l’Amministrazione o con l’opposizione, ma favorire un confronto capace di produrre proposte utili alla città.
Perché la mobilità riguarda tutti e incide direttamente sulla possibilità di raggiungere il luogo di lavoro, la scuola, una stazione, un servizio sanitario o semplicemente un altro quartiere.
Benvenuto: partire dai problemi quotidiani delle persone
Ad aprire i lavori è stato Antonio Benvenuto, Segretario nazionale CONF.I.A.L. SIALS, che ha portato al centro del confronto alcune delle questioni più concrete: collegamenti tra i quartieri, frequenza e puntualità delle corse, fermate, collegamenti con Santa Palomba e Torvaianica e necessità di rispondere alle esigenze di pendolari, studenti, lavoratori e famiglie.
Problemi che non possono essere affrontati separatamente, perché il viaggio quotidiano di una persona può coinvolgere autobus urbani, collegamenti regionali e ferrovia.
Da qui la necessità di ragionare sempre più in termini di integrazione del sistema.
Mazzoli: «Anche il tempo del cittadino ha un valore»
Sul versante degli utenti è intervenuto Daniele Mazzoli, Presidente nazionale FE.D.I.CONS. – Federazione Difesa Consumatori, richiamando un principio essenziale: anche il tempo del cittadino ha un valore e i gestori sono chiamati a rispettare i diritti degli utenti e gli standard dei servizi.
Un’attesa eccessiva, una coincidenza persa, una fermata difficilmente raggiungibile o informazioni insufficienti non rappresentano soltanto un disagio. Possono trasformarsi in costi concreti, economici e sociali, soprattutto per famiglie, lavoratori e studenti.
La qualità del Trasporto Pubblico Locale deve quindi essere valutata anche partendo dall’esperienza reale di chi utilizza ogni giorno il servizio.
Di Iacovo: «Il PUMS sia aperto ai diritti di cittadinanza»
Nelle conclusioni il Segretario Generale CONF.I.A.L. Benedetto Di Iacovo ha proposto di portare il confronto un passo più avanti.
Il Piano Urbano della Mobilità Sostenibile (PUMS), secondo CONF.I.A.L., non deve rimanere soltanto un documento tecnico, ma diventare uno strumento aperto alla partecipazione e ai diritti di cittadinanza.
Dentro la programmazione devono trovare spazio anche le esigenze di chi spesso ha maggiori difficoltà a far sentire la propria voce: persone anziane, persone con disabilità, cittadini in condizioni di fragilità, lavoratori turnisti, studenti, famiglie, residenti delle periferie e persone con particolari necessità di mobilità.
Per questo CONF.I.A.L. ha dato la propria disponibilità a raccogliere proposte e segnalazioni dei cittadini, trasformarle in richieste concrete e portarle all’attenzione delle istituzioni e dei soggetti competenti.
È questa la funzione che la Confederazione attribuisce al proprio modello di sindacato di comunità: non limitarsi al luogo di lavoro, ma intervenire anche sui servizi e sulle condizioni che incidono sulla qualità della vita delle persone.
Servizi scolastici, l’UdR 10 diventa un banco di prova
Il confronto arriva in una fase importante per il trasporto pubblico del territorio.
Con la ripresa dell’attività scolastica cambiano infatti i flussi di mobilità e aumentano le esigenze di studenti e famiglie. Per Pomezia, inserita nell’UdR 10 – Litorale Sud, diventa quindi essenziale verificare concretamente il funzionamento dei servizi.
Occorrerà capire se gli orari rispondono alle esigenze degli studenti, se i collegamenti con i quartieri sono adeguati, se le coincidenze funzionano e se le informazioni a disposizione delle famiglie risultano chiare.
La nuova organizzazione delle Unità di Rete punta proprio a una maggiore integrazione tra percorsi, mezzi di trasporto e punti di interscambio. Per CONF.I.A.L., questa impostazione deve però essere continuamente verificata attraverso l’esperienza reale dei cittadini.
Una mobilità integrata tra Pomezia, Santa Palomba e il litorale
CONF.I.A.L. ha proposto inoltre di rendere stabile il confronto tra Comune di Pomezia, Regione Lazio, Astral, Cotral, gestori del servizio e soggetti sociali.
La mobilità reale delle persone, infatti, non conosce i confini amministrativi tra un gestore e l’altro.
Il cittadino chiede essenzialmente di poter partire da casa e arrivare a destinazione nel modo più semplice, sicuro e affidabile possibile.
Per questo occorre armonizzare autobus urbani, collegamenti regionali, ferrovia, stazione di Santa Palomba, servizi scolastici, collegamenti con le aree produttive e mobilità sul litorale.
CONF.I.A.L.: costruire un metodo permanente di ascolto
L’obiettivo dell’incontro non era quindi produrre soltanto un documento, ma avviare un metodo di lavoro: raccogliere le criticità, misurare i risultati, individuare alcune priorità, presentare proposte concrete e verificare nel tempo ciò che è realmente cambiato.
Una città moderna, secondo CONF.I.A.L., non può costruire la propria mobilità esclusivamente negli uffici. Deve farlo insieme alle persone che ogni giorno utilizzano autobus, treni, strade e servizi.
Da qui la domanda lasciata al termine dell’incontro:
tra qualche mese i cittadini di Pomezia riusciranno a muoversi meglio di oggi?
È su questa verifica concreta che CONF.I.A.L. intende proseguire il proprio impegno, dando voce ai territori e alle persone e interpretando il ruolo di un sindacato della comunità e del lavoro che cambia, capace di operare come costruttore di futuro.

