CONFIAL propone meno tasse su lavoro e pensioni, carburanti più accessibili, smart working e lotta all’evasione per sostenere il potere d’acquisto.

Meno tasse su lavoro e pensioni

Di Iacovo propone una manovra per recuperare potere d’acquisto: detassazione degli aumenti contrattuali, agevolazioni su tredicesime e TFR, riduzione del costo dei carburanti, smart working e contrasto all’economia sommersa.

Roma, 8 ottobre 2026 – Ridurre la pressione fiscale sui redditi da lavoro e da pensione, rendere meno costosi gli spostamenti quotidiani e recuperare risorse attraverso una lotta più efficace all’evasione.

Sono questi i tre pilastri della proposta economica avanzata da CONF.I.A.L., che chiede una manovra capace di intervenire strutturalmente sul potere d’acquisto delle famiglie e sulla competitività del sistema produttivo.

Secondo il Segretario Generale Benedetto Di Iacovo, la questione non può essere affrontata attraverso una successione di bonus e interventi temporanei.

Occorre invece collegare politica fiscale, salari, pensioni, mobilità, produttività e legalità economica.

«Questa sarebbe una vera manovra economica per restituire potere d’acquisto, sostenere i consumi e rilanciare il sistema produttivo».

Il problema non è soltanto quanto si guadagna, ma quanto rimane

Il punto di partenza dell’analisi CONF.I.A.L. è il reddito effettivamente disponibile.

Gli aumenti contrattuali possono contribuire a recuperare il potere d’acquisto perso negli anni, ma il loro beneficio viene ridotto dal prelievo fiscale.

Contemporaneamente, le spese quotidiane continuano a incidere sui bilanci familiari.

Il costo dei carburanti, dell’energia e degli spostamenti per raggiungere il posto di lavoro può assorbire una parte significativa del reddito, soprattutto per chi vive in territori dove il trasporto pubblico non rappresenta un’alternativa praticabile.

Per CONF.I.A.L., una politica economica efficace deve quindi agire contemporaneamente su due aspetti: aumentare il reddito netto disponibile e ridurre alcuni costi essenziali sostenuti dai lavoratori.

Detassare gli aumenti contrattuali e alleggerire tredicesime e TFR

La prima area di intervento riguarda il fisco.

CONF.I.A.L. propone una tassazione fortemente ridotta sulle tredicesime e sulle eventuali quattordicesime, fino a prevedere l’esenzione per i redditi medio-bassi.

Una misura che, secondo la Confederazione, consentirebbe di sostenere direttamente i consumi delle famiglie.

La proposta comprende anche la detassazione degli aumenti economici derivanti dai rinnovi contrattuali, sia nel settore privato sia nel pubblico impiego.

Il principio è che gli incrementi destinati a recuperare l’inflazione non dovrebbero essere assorbiti in misura significativa da un maggiore prelievo fiscale.

Un ulteriore intervento riguarda il lavoro straordinario, per il quale CONF.I.A.L. propone un’aliquota agevolata entro limiti definiti.

La Confederazione precisa però che lo straordinario non deve diventare uno strumento per sostituire nuove assunzioni o comprimere gli organici.

Particolare attenzione viene riservata anche al Trattamento di Fine Rapporto.

Il TFR rappresenta una quota di retribuzione differita, accumulata durante la vita lavorativa. Per questa ragione CONF.I.A.L. propone di rivederne la tassazione, riducendo il carico fiscale al momento della liquidazione.

Pensioni: più tutela per i redditi medio-bassi

La proposta non riguarda soltanto i lavoratori attivi.

CONF.I.A.L. chiede anche un intervento sull’imposizione fiscale delle pensioni, attraverso l’innalzamento della soglia esente e una riduzione dell’IRPEF sui trattamenti medio-bassi.

A questo si aggiunge la richiesta di garantire una rivalutazione capace di tutelare pienamente il potere d’acquisto rispetto all’aumento del costo della vita.

Per la Confederazione, il reddito pensionistico non può essere considerato separatamente dalla questione salariale.

Entrambi incidono sulla capacità di spesa delle famiglie e, di conseguenza, sull’andamento dei consumi interni.

Carburanti oltre due euro: il costo degli spostamenti diventa un problema sociale

Il secondo pilastro della proposta riguarda i carburanti.

Secondo i dati dell’Osservatorio sui prezzi del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, l’8 ottobre 2026 il prezzo medio nazionale in modalità self-service sulla rete stradale è pari a:

  • Benzina: 2,037 euro al litro.
  • Gasolio: 2,261 euro al litro.

Sulla rete autostradale i prezzi medi salgono rispettivamente a 2,048 e 2,287 euro al litro. ANSA.it

Per chi percorre quotidianamente decine di chilometri per raggiungere il posto di lavoro, il costo del carburante rappresenta una voce di spesa difficilmente comprimibile.

È un problema che riguarda soprattutto i pendolari, i lavoratori turnisti e chi vive in aree periferiche o interne.

CONF.I.A.L. propone quindi di introdurre un meccanismo automatico di accisa mobile, attraverso il quale utilizzare l’eventuale maggiore gettito IVA prodotto dall’aumento dei prezzi per ridurre il peso fiscale sui carburanti.

Il meccanismo dovrebbe essere definito attraverso criteri trasparenti e compatibili con gli equilibri di bilancio.

Il ruolo dei grandi operatori energetici

La Confederazione richiama anche la responsabilità dei principali operatori del settore.

In particolare, CONF.I.A.L. ritiene che il Governo possa promuovere, nell’ambito del proprio ruolo di azionista di riferimento, iniziative di responsabilità nazionale nei confronti di Eni.

L’obiettivo indicato è favorire, nel rispetto delle regole di mercato e dei costi industriali, una riduzione dei prezzi praticati nelle stazioni di servizio a marchio.

Il tema si inserisce in un contesto nel quale sono già state annunciate iniziative commerciali di contenimento dei prezzi.

Dal 28 settembre, infatti, Eni ed Enilive hanno introdotto un tetto iniziale di 1,99 euro al litro per la benzina e 2,19 euro per il gasolio nella propria rete, con durata iniziale prevista di 30 giorni. ANSA.it

Per CONF.I.A.L., iniziative di questo tipo dovrebbero accompagnarsi a una maggiore trasparenza sulla formazione dei prezzi e a verifiche sui margini lungo la filiera.

L’obiettivo non è imporre prezzi arbitrari, ma favorire condizioni concorrenziali capaci di produrre benefici per i consumatori.

Smart working: meno spostamenti, meno costi e migliore qualità della vita

Accanto agli interventi fiscali e sui carburanti, CONF.I.A.L. propone di rilanciare il lavoro agile per tutte le attività realmente compatibili.

Lo smart working può rappresentare uno strumento per ridurre le spese di trasporto e i tempi dedicati agli spostamenti quotidiani.

Può inoltre contribuire a migliorare la conciliazione tra vita privata e lavoro e a contenere traffico e consumi energetici.

La Confederazione sottolinea però che il lavoro agile deve essere regolato attraverso la contrattazione, con obiettivi chiari e pieno rispetto del diritto alla disconnessione.

Non deve tradursi in isolamento professionale, disponibilità permanente o aumento incontrollato dei carichi di lavoro.

L’innovazione organizzativa deve produrre benefici sia per le imprese sia per le persone.

Lotta all’evasione: recuperare risorse senza penalizzare le imprese regolari

Il terzo pilastro della proposta riguarda le coperture economiche.

Ridurre le imposte richiede risorse certe e una valutazione puntuale degli effetti sui conti pubblici.

CONF.I.A.L. individua nel contrasto all’evasione fiscale, al lavoro nero e all’economia sommersa una delle principali direttrici di intervento.

Il fenomeno presenta dimensioni rilevanti.

Secondo gli ultimi dati ISTAT disponibili, riferiti al 2023, il valore dell’economia sommersa, al netto delle attività illegali, si attestava a poco meno di 198 miliardi di euro, mentre le unità di lavoro irregolari erano stimate in circa 3,13 milioni. Istat

Si tratta di valori economici e occupazionali che non corrispondono direttamente a imposte recuperabili, ma che mostrano la dimensione del fenomeno.

Per CONF.I.A.L., la strategia dovrebbe prevedere un maggiore incrocio delle banche dati fiscali e previdenziali, il rafforzamento degli organi ispettivi e controlli mirati nei settori maggiormente esposti.

Particolare attenzione dovrebbe essere rivolta alle false partite IVA, agli appalti irregolari, al lavoro nero e al mancato versamento dei contributi previdenziali.

Premiare chi rispetta le regole

La Confederazione propone anche un approccio che distingua chiaramente le imprese regolari da quelle che costruiscono il proprio vantaggio competitivo attraverso comportamenti illegali.

Da una parte, controlli efficaci e conseguenze concrete per chi viola sistematicamente gli obblighi fiscali, contributivi e contrattuali.

Dall’altra, strumenti di premialità per imprese e professionisti che rispettano le regole.

CONF.I.A.L. propone inoltre di escludere dagli incentivi pubblici le aziende responsabili di violazioni rilevanti, secondo criteri definiti dalla legge e con le necessarie garanzie procedurali.

L’obiettivo è evitare che chi opera correttamente debba competere con soggetti che riducono artificialmente i costi attraverso l’evasione o lo sfruttamento.

Le risorse recuperate devono tornare al lavoro

Un punto centrale della proposta riguarda la destinazione delle somme effettivamente recuperate.

Per CONF.I.A.L., una parte delle maggiori entrate strutturali derivanti dal contrasto all’evasione dovrebbe essere utilizzata per finanziare la riduzione delle imposte sui redditi da lavoro e da pensione.

Un meccanismo che dovrebbe essere accompagnato da rendicontazioni pubbliche e verificabili.

La Confederazione riconosce che le misure richiedono stime dei costi, coperture e valutazioni di sostenibilità: il recupero futuro dell’evasione non può essere considerato automaticamente una risorsa già disponibile.

La proposta è quindi quella di costruire un percorso pluriennale nel quale maggiore legalità economica e riduzione della pressione fiscale procedano insieme.

Di Iacovo: «La crescita non si costruisce tassando ancora chi ha sempre pagato»

La visione complessiva di CONF.I.A.L. è quella di una politica economica che colleghi equità fiscale, potere d’acquisto e sviluppo.

Ridurre le tasse sui redditi certi, alleggerire il costo degli spostamenti, valorizzare il lavoro agile e contrastare l’economia sommersa sono, secondo la Confederazione, interventi che possono concorrere a sostenere consumi e attività produttive.

Non misure isolate, ma parti di un progetto che richiede programmazione, responsabilità e coperture certe.

«Questa sarebbe una vera manovra economica per restituire potere d’acquisto, sostenere i consumi e rilanciare il sistema produttivo».

Il Segretario Generale Benedetto Di Iacovo conclude richiamando il principio alla base della proposta:

«La crescita non si costruisce tassando ancora chi ha sempre pagato. Si costruisce premiando il lavoro regolare, restituendo potere d’acquisto alle famiglie e facendo emergere quella parte di economia che continua a vivere nell’ombra».

Benedetto Di Iacovo
Segretario Generale CONF.I.A.L.